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The radical effects of the technology revolution

Tecnologia, amica o nemica?

Questa domanda si pone sempre più frequentemente e intanto si assiste all’accelerazione dei progressi tecnologici.

È la rapidità del cambiamento che crea disagio. Di fatto, il progresso tecnologico è iniziato quando il primo cavernicolo ha ricavato un utensile dalla selce.

Oggi, mentre i gadget tecnologici più all’avanguardia sono già obsoleti nel momento in cui sbarcano sul mercato di massa e si dibatte seriamente della possibilità che i robot superino l’uomo per abilità, si corre il rischio di demonizzare la tecnologia.

Ma non c’è un motivo valido. La tecnologia è sempre stata un fattore trainante del progresso. Quando i miei colleghi ed io lanciammo Aberdeen Asset Management, un tipico computer da ufficio aveva in genere 64kB di RAM, una specie di registratore a cassette come interfaccia e funzionava con floppy disk da 5 pollici. Il fax era uno degli strumenti chiave in azienda.

Oggi questo tipo di tecnologia appare primitivo ed è stato sostituito dagli smartphone, dai computer portatili, dall’email, e non passerà molto tempo che anche questi strumenti sembreranno pezzi da museo.

Noi di Aberdeen abbiamo riconosciuto l’importanza della tecnologia quando abbiamo acquisito Parmenion nel 2016. Era un pioniere nel campo del robo advice nel Regno Unito, ha vinto numerosi premi e registrato una crescita record.

Spendere di più per sopravvivere

Come fund manager dobbiamo spendere di più in tecnologia. Così come la maggioranza delle start-up di internet banking è fallita perché le banche tradizionali si sono trasformate in banche online, anche noi dobbiamo diventare robo advisor e piattaforme di business poiché le esigenze dei clienti si evolvono e perché dobbiamo competere con le nuove realtà.

La tecnologia ci può aiutare moltissimo ma non può eliminarne i rischi.

Da parte mia apprezzo le opportunità offerte dal progresso tecnologico, tuttavia credo che nella gestione attiva servirà sempre il giudizio dell’uomo. La tecnologia ci può aiutare moltissimo ma non può eliminarne i rischi. In effetti può comportare anch’essa dei rischi specifici, come venne dimostrato dal flash crash della Borsa di New York nel 2010 quando un algoritmo spazzò via mille miliardi di dollari sul mercato azionario in mezz’ora.

La rivoluzione tecnologica avrà effetti radicali sul mondo delle imprese e sulla società. L’anno scorso, da un sondaggio di FT/Qualcomm Essential Future è emerso che l’innovazione derivante dall’intelligenza artificiale viene accolta più positivamente dalle élite più istruite e ad alto reddito che dalla popolazione in genere.

Automazione uguale disoccupazione?

L’equazione dannosa tra automazione e disoccupazione che preoccupava nel 20° secolo è tornata e le politiche populiste hanno guadagnato sostenitori nei paesi sviluppati. L’ostilità pubblica nei confronti dell’intelligenza artificiale è stata oggetto di dibattito quest’anno nel World Economic Forum di Davos.

Un po’ di preoccupazione è comprensibile: uno studio di McKinsey ha rilevato che i dipendenti negli Stati Uniti impiegano il 45% del loro tempo in compiti che potrebbero essere automatizzati attraverso le tecnologie esistenti. Ma questa è solo una faccia della medaglia. I lavoratori, remunerati per la loro maggiore produttività grazie all’automazione, spenderanno di più in beni e servizi, facendo aumentare l’occupazione, soprattutto tra i lavoratori meno qualificati, una tendenza illustrata nel rapporto dell’Institute for Public Policy Research. Questo può contribuire a spiegare perché il Regno Unito grazie all’automazione, che nelle aziende ha raggiunto livelli molto alti, registra un calo della disoccupazione arrivata al 4,3%, dato sui minimi da 42 anni a questa parte.

I progressi nella medicina

La medicina è un campo in cui i benefici della tecnologia appaiono evidenti. L’editing genetico consente un taglia-e-incolla del DNA del paziente per curare malattie come il cancro, mentre i nuovi sistemi sono in grado di analizzare un organo in pochi secondi anziché in ore. Negli ultimi 15 anni il costo per stabilire la sequenza di un genoma umano è sceso da 100 milioni a 1.000 dollari.

La società di ricerca tecnologica Tractica stima che il mercato dell’intelligenza artificiale aumenterà da 643,7 milioni di dollari nel 2016 a 36,8 miliardi di dollari entro il 2025. Tali progressi tecnologici esponenziali vengono talvolta descritti con il termine di Quarta rivoluzione industriale o Industry 4.0.

Non tutti i progetti tanto pubblicizzati verranno realizzati con rapidità: inutile cercare le auto senza pilota nei centri urbani congestionati. Ma Industry 4.0 trasformerà in meglio le imprese e la società.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata sull’ Aberdeen Press and Journal martedì 20 marzo 2018.