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Janet Yellen: troppo presto per giudicare

  • 13feb 18
  • Luke Bartholomew Investment Strategist, Aberdeen Standard Investments

Si potrebbe affermare che il mandato di Janet Yellen come presidente della Federal Reserve sia stato, tutto sommato, piuttosto semplice. Ben Bernanke ha dovuto affrontare la tempesta della crisi finanziaria, mentre Jerome Powell dovrà forse gestire le perniciose conseguenze di lungo termine del quantitative easing.

In base ai dati, la ripresa economica era già in accelerazione quando è subentrata Janet Yellen: il suo compito era dunque quello di non fare pasticci. Alla fine del suo mandato la crescita è robusta e la disoccupazione bassa, anche se ci è voluto del tempo per arrivare a questo punto.

A deludere è stata invece l’inflazione. Il target inflazionistico della Federal Reserve appare ancora una meta lontana e questo potrebbe giocare a suo sfavore. Alla fin fine il compito della Banca centrale americana è di stabilire il livello dei prezzi, quindi se lo avesse veramente voluto, la Yellen avrebbe potuto fare ancora di più per far risalire l’inflazione mantenendo la politica accomodante ancora più a lungo. La Federal Reserve ha subito cercato di attribuire a fattori transitori e isolati l’incapacità di centrare il target inflazionistico. Questi fattori, però, sono stati troppo frequenti per poter essere considerati davvero isolati. Inoltre, tutto sembra puntare nella stessa direzione. Forse la Fed ha semplicemente sottostimato il livello di pressione inflazionistica nell’economia ed è intervenuta troppo rapidamente alzando i tassi.

Ma l’inflazione non è l’unico indicatore di successo.

Stabilire le linee di politica monetaria comporta dei compromessi e un approccio eccessivamente accomodante implica dei rischi. Tenuto conto dei rischi connessi soprattutto alla stabilità finanziaria e alla bolla dei prezzi degli asset, non è irragionevole pensare che la Yellen abbia scelto una ponderata via di mezzo, accettando un ritorno graduale dell’inflazione entro il target. Tale dibattito non si esaurirà velocemente ed è forse davvero troppo presto per giudicare l’operato dell’uscente presidente della Fed sotto questo aspetto.

Janet Yellen assunse il mandato in un momento di frenesia: il taper tantrum aveva fatto salire alle stelle i Treasuries e fatto crollare i mercati emergenti l’anno prima; molti avevano previsto che si sarebbe potuto ripresentare lo stesso livello di volatilità nel momento in cui la Banca centrale avesse rinvigorito con la stretta monetaria. La Yellen però si è impegnata nel suo mandato in modo metodico e con costanza, e questo ha rassicurato gli investitori.

Sarà la storia a giudicare

Il primo e tanto atteso rialzo dei tassi di interesse è stato portato a termine senza particolari scossoni. Lo stesso si può dire per l’avvio del processo di graduale uscita dal QE. La Federal Reserve ha superato questi importanti test con disinvoltura, mentre infuriava il dibattito su altre questioni. Le sfide che dovrà affrontare il nuovo presidente della Fed Jerome Powell per gestire la chiusura del programma di QE saranno più facili rispetto al momento di avvio di tale processo.

La storia probabilmente classificherà il periodo Bernanke-Yellen come un’unica lunga fase.

Janet Yellen ha giocato un ruolo cruciale nell’attuazione della politica di Bernanke e la sua leadership è stata sostanzialmente la continuazione dell’approccio adottato dal suo predecessore. Inoltre, l’economia ha continuato lungo lo stesso binario, con la flessione graduale della disoccupazione, la crescita moderata e l’inflazione al di sotto del target.

Queste dinamiche dovrebbero continuare anche con Jerome Powell. Ogni cambiamento rientrerà in un processo di evoluzione, piuttosto che di rivoluzione. Powell appartiene alla stessa linea di pensiero del suo predecessore per quanto attiene alla direzione politica di questa istituzione. Il problema più grave che il nuovo presidente dovrà affrontare quest’anno sono i tagli fiscali, che rappresentano una forma di allentamento in una fase di stretta monetaria della Fed. Questo fa pensare che la Banca centrale americana potrebbe dover alzare i ta¬ssi in modo più aggressivo del previsto.

Janet Yellen può essere orgogliosa dei risultati raggiunti.

In un’epoca in cui i banchieri centrali sono visti praticamente come celebrità, la sua leadership dai toni riservati ha dato stabilità all’economia globale. Tuttavia l’eredit¬¬à di un operato non si può giudicare l’ultimo giorno di lavoro: la reputazione di Alan Greenspan era alle stelle quando lasciò la Fed nel 2006, ma fu poi fatta a pezzi sull’onda della crisi finanziaria del 2008. È improbabile che la Yellen segua le sorti di Greenspan, ma solo la storia darà la risposta.





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