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U.S. interest rates are rising, but how quickly will they rise?

Il rialzo dei tassi USA accelera, ma quanto?

Fino a poco tempo fa ci aspettavamo che la Federal Reserve avrebbe alzato i tassi di interesse a dicembre, e poi altre due volte nel 2018. Oggi invece prevediamo quattro rialzi nel 2018. Le ragioni di questa nuova previsione sono molteplici.

Primo, l’economia americana sembra stia crescendo oltre le attese. La nostra previsione a brevissimo termine (che cerca di misurare la crescita in tempo reale aggregando una serie di indicatori) è in linea con una crescita del 3,9% annualizzato a novembre, in confronto alla nostra stima di una crescita tendenziale del 2%.

La crescita USA a brevissimo termine

Fonte: Aberdeen, Thomson Reuters Datastream, ottobre 2017.

Queste cifre dipendono dalla crescita nel 3° trimestre che è stata sorprendentemente solida, al 3% annualizzato: è la prima volta dal 2014 che la crescita trimestrale supera il 3%.

È solida anche l’occupazione

Inoltre, il mercato del lavoro negli Stati Uniti ha recuperato dopo i disastri provocati dagli uragani, con un aumento a ottobre di ben 261.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, il minimo in 17 anni, che è già inferiore alla maggior parte delle stime di piena occupazione. Peraltro, un trend di crescita al di sopra della media spinge ulteriormente al ribasso il tasso di disoccupazione; chiaramente c’è il rischio di un surriscaldamento del mercato del lavoro.

In più, appare probabile che il Congresso approverà i tagli fiscali.

Il Congresso ha già approvato una risoluzione che prevede agevolazioni fiscali nette per 1.500 miliardi di dollari.

Tuttavia persistono molti rischi che riguardano l’effettiva applicabilità di questi provvedimenti, in particolare per quanto riguarda i Tax Cuts e il Jobs Act. Il fatto che i Repubblicani abbiano una maggioranza risicata al Senato potrebbe rappresentare un problema; dev’esserci praticamente l’unanimità tra di loro per approvare la legge, il che porta a chiedersi se i tagli fiscali in programma saranno approvati senza emendamenti.

Qualsiasi stimolo previsto dalla legge potrebbe alimentare la crescita nel breve termine, ma nel medio termine non comporta necessariamente un miglioramento delle prospettive economiche. Anzi, se portasse invece a un rialzo dei tassi di interesse ne conseguirebbe, potenzialmente, un rallentamento della crescita allorché la Federal Reserve cercherebbe, con i rialzi dei tassi, di compensare l’incremento della domanda.

Si colma l’output gap

Per buona parte del periodo post crisi finanziaria, il divario tra produzione potenziale ed effettiva, il cosiddetto output gap, negli Stati Uniti è rimasto consistente. Una simile situazione richiede un periodo sostenuto di crescita oltre le medie per arrivare a colmare il divario. In questo caso, l’allentamento monetario e fiscale diventano complementari, poiché ogni fattore che accresce la domanda è benvenuto. Tuttavia, la disoccupazione negli Stati Uniti è diminuita tanto che il divario tra produzione potenziale ed effettiva probabilmente è già stato colmato.

Un eventuale stimolo alla domanda che spinga la crescita oltre il potenziale avrebbe effetti inflazionistici.

A questo punto, la politica monetaria e quella fiscale si devono compensare, nel senso che un allentamento fiscale finisce per spingere la Banca centrale ad adottare una stretta monetaria per controbilanciarlo; e dunque ancora una volta si delinea uno scenario favorevole a un aumento dei tassi di interesse.

È possibile che i tagli fiscali accelerino la crescita potenziale, limitando quindi la portata degli interventi della Federal Reserve volti a compensare gli stimoli della domanda. Tuttavia, è difficile credere che le attuali proposte fiscali potenzieranno l’offerta in misura significativa.

Infine, anche se la Banca centrale americana ha alzato i tassi e avviato un processo di ridimensionamento del proprio bilancio, non si è assistito a una contrazione delle condizioni finanziarie: azioni e credito restano ben sostenuti e il dollaro si è indebolito nel corso dell’anno. Pur non potendo sapere cosa accadrà (in assenza di rialzi dei tassi le condizioni finanziarie probabilmente sarebbero ancora più accomodanti), questo scenario dovrebbe preoccupare la Federal Reserve. Dopo tutto lo scopo dei rialzi dei tassi è quello di portare a una contrazione delle condizioni finanziarie. Dunque la Fed potrebbe trovarsi nella necessità di alzare i tassi di interesse più rapidamente per ottenere condizioni finanziarie più restrittive.





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