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China points to the financial future

Il futuro del fintech è in Cina

L'ultima volta che sono stato a Pechino mi sono fermato a comprare delle salsicce da una venditrice ambulante all’esterno della Città Proibita. Costavano solo un paio di yuan, eppure la signora che li vendeva era felice di farsele pagare tramite l'app Alipay che aveva sul suo telefono.

Non so cosa abbia poi fatto con quei soldi. Ma potrebbe benissimo averli depositati nel fondo monetario Yu'eBao di Alibaba o in un altro prodotto di gestione patrimoniale, il tutto con pochi passaggi sul suo smartphone. Oggi, la maggior parte dei cinesi convive con la tecnologia finanziaria, o fintech che dir si voglia, e nell'anno a venire, diventerà sempre più parte integrante della loro vita quotidiana.

Una crescita trainata dalle buste rosse…

Il settore cinese del fintech ha compiuto passi da gigante in un lasso di tempo molto breve. L'esempio più lampante viene dai pagamenti online. Nella Cina di oggi, chi vuole cenare al ristorante può fare l’ordinazione e pagare tramite smartphone, presentarsi all'ora stabilita e gustare la cena senza mai toccare denaro contante o menu.

L'industria cinese dei pagamenti online rappresenta già oggi la metà circa di tutte le transazioni a livello globale. Alipay, un'applicazione gestita dal ramo finanziario di Alibaba, è leader di mercato, anche se Tenpay della concorrente Tencent sta guadagnando rapidamente terreno. L'idea geniale di Tenpay è stata quella di dare la possibilità agli utenti di inviare in forma elettronica gli hongbao, le buste rosse contenenti denaro che vengono tradizionalmente scambiate come regalo in occasione del capodanno cinese. Nel 2014, sono state inviate online 16 milioni di hongbao e la cifra è salita a un miliardo nel 2015, consentendo a Tenpay di accrescere la propria quota di mercato nel settore dei pagamenti online fino al 40% circa in soli tre anni. La rapida ascesa di Tenpay dimostra che non si dovrebbe sottovalutare l'apporto dei piccoli pagamenti, e il prossimo anno potrebbe riservare sorprese su questo fronte.

Il fintech, tuttavia, va ben oltre i sistemi di pagamento online.

I consumatori cinesi per esempio utilizzano sempre più la tecnologia mobile per accedere a prestiti e investimenti. Oltre al peer-to-peer lending, stanno prendendo piede anche il B2B finance, settore in cui le società specializzate nel fintech offrono denaro e servizi di gestione della liquidità alle aziende, colmando le lacune lasciate dalle ritrose banche di Stato. Cresce anche l'integrazione tra sistemi di pagamento online e prodotti di gestione patrimoniale ad essi collegati, motivo per cui le venditrici ambulanti di salsicce possono trasformare i loro guadagni del giorno in investimenti direttamente dallo smartphone.

I prodotti di gestione patrimoniale potrebbero crescere rapidamente nel 2018. La gamma di opzioni per gli investimenti online è in espansione e i clienti aderiscono con entusiasmo. Un quinto degli adulti in Cina è ancora sprovvisto di conto corrente. Ma considerando che i rendimenti sui depositi bancari sono bassi e il mercato delle A-share è notoriamente volatile, molti potrebbero saltare questo passaggio e rivolgersi direttamente ai gestori patrimoniali.

Il futuro riserverà molto altro

Un fattore che ha sostenuto la rapida ascesa del fintech in Cina è il tasso di penetrazione degli smartphone. Circa il 60% dei cinesi possiede uno smartphone; non necessariamente un prodotto Apple o Android, ma anche device cinesi come Huawei, Xiaomi oppure Oppo. La percentuale di chi possiede uno smartphone in Cina è alla pari della Germania e addirittura superiore a Giappone o Francia, seppur ancora indietro rispetto alla Corea del Sud.

La progressiva diffusione degli smartphone non farà che accrescere il mercato del fintech, che nel 2018 si avvia a coprire una gamma ancora più ampia di servizi finanziari. Le società specializzate in fintech, infatti, non si limitano più a concorrere con le banche, ma entrano in competizione anche con le compagnie assicurative e le società immobiliari. Alibaba sta espandendo il suo business nel settore delle locazioni residenziali, offrendo ai suoi clienti l'opportunità di intraprendere l'intero iter attraverso le app del gruppo. Nel contempo, Tencent ha ottenuto la licenza per avviare una compagnia di assicurazioni.

Consumatori disinvolti

Infine, sono le stesse abitudini dei consumatori a contribuire al boom della tecnofinanza. Secondo alcune indagini, i consumatori cinesi hanno un atteggiamento più rilassato verso l'uso dei loro dati personali rispetto ai consumatori dei paesi occidentali. Ne consegue una più facile monetizzazione delle informazioni da parte delle società fintech, che rende più sostenibili i loro modelli di business in un settore dove l'accesa concorrenza mantiene le commissioni di transazione su livelli ridotti.

Gioca a favore di questo mercato anche la pronta disponibilità di credito per le società emergenti di questo settore.

Molte imprese di venture capital sono più che ben disposte a investire, e l'abbondanza di liquidità consente alle start-up di prosperare. La concorrenza è pertanto aumentata e le società che ne usciranno vincitrici godranno di una notevole solidità.

Dalla Cina verso il mondo

Secondo le nostre previsioni, il quadro normativo dovrebbe mantenersi favorevole nel 2018. A parte alcuni interventi per arginare le attività illecite nel settore del peer-to-peer lending, le autorità cinesi sembrano generalmente inclini a lasciare che la concorrenza faccia il suo corso nel mercato del fintech, un atteggiamento positivo che sembra testimoniare la leadership globale della Cina in questo segmento, presumibilmente destinata a protrarsi anche in futuro.

I giganti del fintech cinese stanno espandendo le proprie attività anche all'estero.

Alibaba ha realizzato joint venture a Hong Kong e in Indonesia e sta investendo in India, Corea del Sud e Stati Uniti. Inoltre, ha istituito un centro di ricerca globale, con laboratori a Pechino, Hangzhou, Stati Uniti, Russia, Israele e Singapore. Dal canto suo, Tencent sta investendo nell'e-commerce in India e lavora in partnership in Tailandia, Sudafrica ed Europa. Nel 2018 è probabile che la tecnofinanza troverà sempre più il suo cuore pulsante a Pechino, Shenzhen e Hangzhou, piuttosto che nella Silicon Valley.





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