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Japanese elections: Abe aces it

Giappone alle urne: Shinzo fa scintille

Scommessa vinta per il primo ministro del Giappone Shinzo Abe: la sua coalizione di governo ha mantenuto la super maggioranza dei due terzi dopo le elezioni anticipate della Camera bassa che si sono tenute lo scorso 22 ottobre. Si tratta di una vittoria eccezionale per Abe, che sicuramente sarà anche rieletto per la terza volta come presidente del Partito liberal democratico nell'autunno 2018. Presupponendo che venga riconfermato, Abe porterà dunque il suo governo fino alla scadenza del mandato nel 2021: sarebbe il leader moderno giapponese rimasto più a lungo in carica.

Tra le fila dell’opposizione, il Partito della Speranza (di destra) ha perso seggi, riflettendo un’improvvisa inversione di popolarità del governatore di Tokyo, la signora Yuriko Koike. Invece, il Partito democratico costituzionale (di sinistra) ha guadagnato molti seggi diventando il primo partito di opposizione. La facile vittoria di Abe sarà interpretata, sia dal primo ministro che dagli investitori, come un mandato per portare avanti la sua strategia economica. La conferma alle urne è stata accolta bene sia dagli investitori locali che esteri e le azioni giapponesi hanno toccato nuovi massimi trascinando al rialzo anche i mercati azionari globali.

Questi sviluppi implicano che anche il governatore della Banca del Giappone Kuroda probabilmente sarà rieletto alla scadenza del mandato nell’aprile 2018. L’inflazione resta persistentemente bassa allo 0,7%, molto lontano dal target del 2%, ma la Banca centrale dovrebbe proseguire con la politica attuale. Sarebbe un errore fare marcia indietro sull’allentamento monetario, proprio mentre ci sono i segnali che l’inflazione sta risalendo, seppur lentamente.

La crescita del Pil nominale è robusta da quando è stato lanciato l’Abenomics, con un aumento eccezionale dell’occupazione, tanto che il mercato del lavoro in Giappone non è mai stato così fiorente dalla metà degli anni ’70.

Sembra che anche la crescita dei salari si stia consolidando e la spesa interna abbia accelerato mentre la nazione si prepara alle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Sul fronte fiscale, probabilmente si andrà avanti con il rialzo dell’imposta sui consumi dall’8% al 10% previsto per ottobre 2019. Dei 5 mila miliardi di yen che dovrebbero essere raccolti grazie alla nuova tassa, 2 mila miliardi sono già stati destinati a diverse iniziative, come l’educazione gratuita per la prima infanzia e nuove strategie per incrementare la produttività, che saranno probabilmente rese note entro la fine dell’anno.

Tuttavia, i progressi compiuti riguardo alla cosiddetta terza freccia dell’Abenomics in merito alle riforme strutturali potrebbero restare limitati. È probabile che venga data maggiore rilevanza alle tematiche della difesa e della sicurezza, nonché alla riforma costituzionale ad esse connessa, soprattutto considerata la minaccia della Corea del Nord. Queste dinamiche potrebbero ridurre il capitale politico da investire in misure a favore dell’offerta e della competitività con l’obiettivo di contrastare privilegi e interessi precostituiti. Comunque, nonostante una maggioranza di due terzi, la riforma della costituzione pacifista del Giappone sarà una strada tutta in salita, considerando che alcuni membri della stessa coalizione di Abe sono contrari.

Nel complesso, la vittoria di Shinzo Abe era ampiamente prevista e mantiene pressoché invariato l’orientamento politico giapponese.

Gli investitori non devono aspettarsi cambiamenti di grande portata, tuttavia questa vittoria elimina il tail risk derivante da un minore sostegno interno e da un’improvvisa inversione di tendenza nella politica monetaria della Banca del Giappone. Tale scenario continuerà, probabilmente, a sostenere le azioni giapponesi e dovrebbe mantenere lo yen relativamente debole.





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