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Forces of nature: the emerging solar and wind revolution

Forze della natura: la rivoluzione emergente delle rinnovabili

  • 28feb 18
  • Cindy Rose Head of Responsible Investing

Nell’arido deserto di Tengger, nella Cina del sud, si trova una città spettacolare. Non è fatta di edifici, ma di milioni di pannelli solari. Una Grande muraglia solare che copre una superficie di 1.200 km2, appena 100 km2 in meno dell’intera Los Angeles. È l’ultima grande impresa della Cina nella corsa per diventare leader mondiale nell’energia solare.

La rivoluzione delle energie rinnovabili oggi parte dalla Cina, dall’India e da altri mercati emergenti, molto più che dai paesi sviluppati. Secondo le stime di Moody’s, nel 2018 i mercati emergenti supereranno le economie avanzate nella capacità di generare energia solare ed eolica, mentre i costi degli impianti diminuiranno e il mercato dell’energia si avvicinerà al picco massimo di produzione e consumo di carbone.

Storicamente, la crescita delle fonti energetiche rinnovabili è stata trainata da sussidi governativi e da altre politiche, ma oggi il settore fa enormi progressi anche senza tali interventi.

Impianti solari

La città nel deserto di Tengger è un progetto da record nel campo dell’energia solare. Cinque dei principali impianti fotovoltaici del mondo si trovano fra India e Cina. Secondo l’International Energy Agency, la crescente diffusione dell’energia solare in questi due paesi sta facendo salire del 43% la capacità globale di generare elettricità rinnovabile.

In India, paese che può contare su 300 giorni di sole e cielo terso all’anno, il governo del Primo ministro Narendra Modi, dalla sua elezione nel maggio 2014, ha visto sestuplicare la capacità solare complessiva. Il costo dell'elettricità solare in India è ormai inferiore a quello del carbone. Modi ha altresì contribuito alla fondazione dell’International Solar Alliance, un gruppo di 121 paesi che intendono sfruttare in modo efficiente l’energia solare e fare meno affidamento sui carburanti fossili.

Il Cile è un altro paese in cui la capacità di produrre energia solare sta crescendo rapidamente, sostenuta anche dalla carenza di carburanti fossili e da un clima pressoché ideale. Proprio questo paese ha una delle produzioni di energia tra le più economiche al mondo ed è all’avanguardia nell’adozione di fonti di energia pulita nell’America Latina.

Le implicazioni di questo cambiamento sono profonde.

Dopo secoli di utilizzo dei carburanti fossili, l’economia vede di buon occhio l’energia solare come fattore di sviluppo dei paesi emergenti.

Venti di cambiamento

Mentre l'Europa ha storicamente guidato l’innovazione in campo eolico, oggi la crescita sta rallentando nei mercati sviluppati e accelerando nei mercati emergenti di pari passo con la diffusione di nuove scoperte.

Queste dinamiche sono state particolarmente evidenti in America Latina, dove sono saliti sia i prezzi che la domanda di energia. Anche la Cina, che già produce metà delle turbine eoliche del mondo, intende incrementare la sua capacità in campo eolico di dieci volte, fino a produrre circa 13 gigawatt entro il 2026. L’impegno nei confronti dell’energia eolica è massiccio anche in India e in Pakistan, oltre che in Nord Africa. Il Marocco ha in programma l’installazione di 2 gigawatt di energia eolica entro il 2020.

Gli sviluppi tecnologici e la costruzione di turbine eoliche più grandi e più potenti hanno fatto scendere i costi di installazione e di manutenzione delle centrali. Di conseguenza gli impianti eolici sono in grado di produrre energia a condizioni competitive rispetto alle reti tradizionali, senza bisogno di sussidi. In alcuni paesi, in particolare in India e in Cile, i costi dell’energia eolica sono scesi sui minimi storici e, di conseguenza, i governi dei mercati emergenti ne stanno promuovendo l’utilizzo. In più, la nuova tecnologia delle turbine offshore galleggianti potrebbe incrementare ulteriormente la capacità poiché inizia a essere introdotta su scala industriale.

Di recente Tesla ha costruito la più grande batteria agli ioni di litio al mondo, in grado di immagazzinare abbastanza energia da alimentare qualcosa come 30.000 abitazioni.

Il punto di svolta

A porre ulteriore enfasi sulle fonti rinnovabili vi sono anche i numerosi progressi fatti nell’immagazzinamento dell’energia poiché risolvono il problema dell’intermittenza dell’energia solare ed eolica. Secondo le stime di IHS Markit, la capacità di immagazzinamento delle batterie elettriche e solari residenziali potrebbe competere, entro il 2020, con la rete elettrica in termini di costi. A dimostrazione di questi progressi, di recente Tesla ha costruito la più grande batteria agli ioni di litio al mondo, in grado di immagazzinare abbastanza energia da alimentare qualcosa come 30.000 abitazioni.

Le innovazioni digitali nel campo dell’advanced analytics, delle tecnologie cloud, dell’intelligenza artificiale e della robotica stanno migliorando il valore e l’affidabilità degli asset legati all’energia rinnovabile. In Germania viene utilizzata la tecnologia blockchain per l’immagazzinamento di energia nelle batterie al fine di assorbire la produzione di energia eolica in eccesso e rilasciarla quando necessario. Il colosso tedesco dell’energia E.ON recentemente ha presentato un progetto per l’uso di velivoli autonomi ad alta quota che alimentano a terra un generatore.

Tali progressi tecnologici hanno reso l’energia rinnovabile molto più conveniente, efficiente e gestibile, con la conseguente commercializzazione e adozione su vasta scala. I modelli di finanziamento e pagamento, che storicamente hanno rappresentato una barriera per gli investimenti, sono in rapida evoluzione. Le pressioni da parte degli azionisti e dei clienti spingono le società a migliorare la sostenibilità delle loro attività e della catena di distribuzione. Dunque, benché oggi le energie rinnovabili rappresentino solo il 5% dell’offerta di energia giornaliera su scala globale, si tratta di una percentuale destinata a crescere rapidamente.

Le fonti di energia rinnovabile non sono una panacea per tutti i rischi che comporta il cambiamento climatico. Per consentirne la sopravvivenza senza sussidi, questo settore ha bisogno di capitali e di un'ulteriore fase di consolidamento. Inoltre, è poco probabile che si assista a un rapido e definitivo passaggio dai carburanti fossili inquinanti a favore delle energie rinnovabili – probabilmente si dovrà attendere decenni per assistere al picco del petrolio.

La decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi (COP21) sul clima potrebbe ritardare i progressi nel breve periodo. Tuttavia, è incoraggiante che il tema delle rinnovabili negli Stati Uniti continui trovare ampio riscontro. Le società di energia elettrica stanno passando a fonti più pulite e la campagna We Are Still In (che ha coinvolto una rete di stati, città, imprese e università che rappresentano 127 milioni di americani e 6.200 miliardi di dollari di capitali) ha espresso l’impegno ad affrontare il problema del cambiamento climatico.

Gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica probabilmente genereranno 6 milioni di posti di lavoro e benefici per 10 mila miliardi di dollari all’anno fino al 2050.

Gli sforzi per contenere il cambiamento climatico attraverso gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica probabilmente genereranno 6 milioni di posti di lavoro e benefici per 10 mila miliardi di dollari all’anno fino al 2050, secondo un rapporto dell’IEA e dell’IRENA, l’International Renewable Energy Agency. La possibilità di utilizzare una fonte affidabile di energia off-grid, cioè fuori rete, pulita e accessibile potrebbe far uscire dalla povertà milioni di persone in Africa e in Asia.

Per gli investitori tutto questo conta. Sulla strada verso la decarbonizzazione e la diffusione delle fonti rinnovabili troveremo vincitori e vinti, non solo nell’industria energetica ma anche altrove. Gli investitori dovrebbero essere incoraggiati a valutare le implicazioni di questo cambiamento epocale nella definizione della loro strategia di investimento.

Come suggeriscono gli autori del rapporto dell’IEA e dell’IRENA: “l’opportunità economica che si accompagna alla transizione nel campo dell’energia non è mai stata così lampante”.





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