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Public-Private Partnerships need to bypass ideology

Pubblico e privato devono bypassare le ideologie

Di questi tempi, chi osasse sostenere la necessità di un coinvolgimento del capitale privato nei servizi di pubblica utilità durante una cena ufficiale potrebbe essere invitato a lasciare il tavolo. A giudicare dai commenti populisti sentiti di recente, prevale l’opinione che sia preferibile centralizzare tali servizi, finanziandoli con i soldi dei contribuenti, piuttosto che coinvolgere il settore privato.

Certamente, questo astio deriva in parte dal fatto che non si è stati in grado di limitare i profitti, considerati eccessivi, realizzati dai proprietari di servizi pubblici privatizzati. Parte di questa rabbia è stata indirizzata contro le partnership tra pubblico e privato (PPP), note anche come iniziative di finanza privata (PFI), al punto che questo flusso, potenzialmente importante, di capitali privati si è quasi del tutto prosciugato.

Aberdeen Standard Investments è tra i principali gestori di fondi pensione investiti in partnership tra pubblico e privato nel Regno Unito e su scala globale, partecipando, soltanto in UK, a oltre 60 progetti. La nostra esperienza pratica e le nostre competenze derivano da numerosi esempi di successo per tutte le parti coinvolte, e a dirlo sono spesso le nostre controparti del settore pubblico, senza negare che nel corso del tempo qualche difficoltà ci sia stata.

I pro e i contro delle partnership tra pubblico e privato non si possono spiegare in meno di 140 caratteri, ma l’interpretazione o l’errata interpretazione semplicistica che si tende a dare oggi a riguardo rischia di tagliare fuori da questi progetti i capitali privati, danneggiando in realtà proprio quei servizi pubblici che a più voci si dice di voler difendere.

Nei prossimi anni serviranno molte migliaia di sterline per costruire e mantenere nuovi ospedali, reti di trasporto, scuole e infrastrutture per il trattamento delle acque in tutto il mondo, in un momento in cui i bilanci statali sono gravati da un elevato livello di debito. L’ammodernamento delle infrastrutture è una necessità se si vuole mantenere la qualità della vita su standard adeguati e far crescere l’economia.

Va riconosciuto un enorme merito ai governi che si impegnano affinché le partnership col settore privato abbiano successo, naturalmente nel rispetto di obbligazioni contrattuali trasparenti.

Questi capitali provengono in buona parte da fondi comuni costituiti da risparmiatori e pensionati che vogliono incrementare il loro reddito pensionistico.

I detrattori spesso fanno riferimento solo ai guadagni del settore privato, senza menzionare i progetti in cui invece gli investitori privati hanno dovuto assorbire notevoli perdite. Le partnership tra pubblico e privato non sono senza rischi, molto dipende da una gestione dei rischi equa ed efficace. Ci sono esempi in cui sono state superate le previsioni di costo o la manutenzione è stata inadeguata, come nel caso del Worcester Royal Infirmary o del National Physics Laboratory.

Ma i costi e le perdite sono stati sostenuti dal settore privato. Questo non è accaduto nel settore pubblico, dove invece è il contribuente ad assorbire costi e perdite, senza mai esserne messo al corrente.

I vantaggi potenziali delle partnership tra pubblico e privato sono riconosciuti su scala globale.

E l’esempio del Regno Unito ha valicato i confini del paese. Società e professionisti britannici hanno contribuito alla formazione dei mercati in crescita delle partnership tra pubblico e privato in tutto il mondo e in ogni continente. Questi paesi hanno apprezzato la trasparenza e la responsabilità che derivano dall’uso di capitali privati.

Per esempio, le partnership tra pubblico e privato sono uno strumento di governo efficace per ridurre il grado di corruzione nell’approvvigionamento dei servizi e per questa ragione, oltre che per ragioni economiche, sono state promosse dal G20. Vale la pena di riflettere sul fatto che persino le nazioni ricche di petrolio e di liquidità, con fondi di investimento sovrani molto capaci, tra cui il Qatar e Abu Dhabi, utilizzano partnership tra pubblico e privato, pur non avendo bisogno di finanziamenti. Questo perché hanno compreso i numerosi vantaggi derivanti dal coinvolgimento del settore privato, che conosce bene i meccanismi di procurement nell’ambito di tali partnership e ha un’idea chiara dei costi e della performance di un asset durante tutto il suo ciclo di vita.

Le partnership tra pubblico e privato trasferiscono il rischio, ma anche il rendimento, al settore privato, che in questo modo è fortemente incentivato a consegnare il progetto in tempo e nei limiti del budget e non può omettere o cambiare i requisiti previsti.

Alcuni primi esperimenti di partnership tra pubblico e privato hanno, è vero, incontrato qualche difficoltà, ma occorre ricordare che questi progetti erano spesso stati concepiti per risolvere una necessità urgente di finanziamento causata da controlli fiscali inadeguati e in settori in cui le autorità britanniche erano carenti nella realizzazione di grandi progetti. Spesso il modello tradizionale di approvvigionamento statale portava a lunghi ritardi, al superamento dei costi inizialmente previsti e talvolta al ridimensionamento del progetto originario.

Le partnership tra pubblico e privato hanno comportato vantaggi evidenti per il contribuente britannico. Noi crediamo che questa formula dovrebbe continuare a evolversi ed essere presa in considerazione insieme ad altri approcci di fornitura.

L’esperienza ventennale delle partnership tra pubblico e privato ha migliorato i meccanismi di tutela introdotti nei contratti senza che questo influisca sul costo del capitale privato.

I modelli di contratto più recenti sono equi, sostenibili e forniranno le infrastrutture necessarie garantendo un buon rapporto qualità/prezzo per il contribuente.

Per affrontare seriamente questa sfida infrastrutturale e fare un confronto efficace tra le diverse opportunità, non bisogna lasciarsi trascinare dall’ideologia o dai sensazionalismi dei media. L’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire il migliore risultato per il contribuente e per l’utente, costringendo il settore pubblico e i suoi partner privati ad adottare un’ottica comune di lungo periodo a vantaggio dell’intera comunità.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul FT in data 11 ottobre.





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