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Impact investing, ESG, SRI, asset management

L’impact investing non è filantropia

Quest’anno il tema del World Economic Forum di Davos è stato “Creating a shared future in a fractured world”. Durante il dibattito che si è acceso in seno a questo stimolante appuntamento, la comunità degli investitori ha offerto qualche importante riflessione, in particolare sui benefici dell’impact investing.

Il futuro condiviso è un tema sempre più centrale per gli investitori. Tutti noi che abitiamo su questo pianeta ci troviamo ad affrontare una serie di sfide decisive: il cambiamento climatico, la crescente disuguaglianza, la povertà, l’insostenibilità dei consumi e della produzione. Le Nazioni Unite hanno stabilito un programma per lo sviluppo sostenibile nel tentativo di dare risposte a tali problematiche, in particolare individuando 17 obiettivi e 169 target specifici da centrare entro il 2030.

Per chi investe, l’universo SRI (socially responsible investing) costituisce uno strumento tangibile per cercare di raggiungere questi obiettivi.

Gli investimenti socialmente responsabili (SRI) non sono certo un’idea nuova, oggi tuttavia vengono sempre più considerati non solo come un prodotto di nicchia per investitori appassionati di tematiche sociali e ambientali, bensì come uno stile di investimento mainstream.

In particolare, con impact investing ci si riferisce a un approccio agli investimenti che non si limita semplicemente a escludere determinati fattori negativi, ma che cerca di includere componenti a impatto positivo. Mentre il tradizionale universo SRI cerca di evitare gli investimenti con potenziali effetti negativi sull’uomo o sul pianeta, l’impact investing si propone di apportare benefici sociali e ambientali incanalando capitali in società che contribuiscano a originare sviluppi positivi tangibili.

Tuttavia l’impact investing non va confuso con la filantropia. L’obiettivo infatti non è solo quello di agire in modo socialmente utile, ma anche di ricavarne un buon rendimento. In definitiva un tipico modello win-win. In realtà qualunque investimento, a differenza della pura speculazione, dovrebbe sempre avere una logica win-win che punta alla crescita e non al puro sfruttamento. Lungi dall’essere semplice filantropia, dunque, l’impact investing non è altro che un metodo lungimirante e di grande buon senso per ottenere rendimento, laddove quest’ultimo non dovrebbe affatto essere un elemento secondario.

Inoltre, è strettamente connesso all’impact investing il concetto di sostenibilità, che rende per natura questo stile d’investimento un approccio di lungo periodo, in quanto punta a generare benefici per l’umanità che possono essere misurati solo nel corso di molti anni.

Per questo chi investe in tali società può ottenere rendimenti più stabili e più duraturi rispetto alle aziende che adottano strategie a più breve termine. In un mondo in cui gli investimenti speculativi sono tornati col botto (sperando che non sia proprio quello dello scoppio di una bolla!), un approccio sostenibile di lungo termine è non solo gradito ma anche importante.

L’industria del risparmio gestito potrà avere un ruolo fondamentale nel sostenere le società che vogliono fare la differenza.

Non si tratta solamente di scegliere le aziende che stanno facendo un buon lavoro, ma di lavorare con i management team per assicurarsi che mantengano e coltivino l’orientamento verso un futuro sostenibile.

Tale orientamento si deve riflettere in risultati misurabili e trasparenti e in un modello operativo pensato esplicitamente per produrre un impatto sociale e ambientale positivo. E si deve riflettere anche in rendimenti finanziari positivi poiché senza rendimento nessuna società è sostenibile.

In ultima analisi, l’impact investing mette in collegamento la spinta al rendimento finanziario degli investitori con gli interessi del nostro pianeta e di chi ci abita. A Davos abbiamo cercato di dimostrare in che modo questo approccio win-win possa essere una via per risanare le fratture che dividono il nostro mondo.

Questo articolo è stato pubblicato su Financial News del 24 gennaio 2018.





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